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22 Apr

Guida all’autorizzazione delle emissioni nell’atmosfera

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Come regolamentare le emissioni atmosferiche nelle attività produttive.

 

INTRODUZIONE

Definizione di emissione in atmosfera: “qualsiasi sostanza solida, gassosa o liquida che, se introdotta nell’atmosfera può causare inquinamento atmosferico”, cioè la modificazione dell’aria, dovuta all’introduzione nella stessa di una o più sostanze, in quantità e con caratteristiche tali, da compromettere o da costituire un pericolo per la salute umana o per la qualità dell’ambiente.

Le emissioni in atmosfera sono uno degli aspetti di prevalente impatto ambientale ad opera delle realtà produttive.

 

Ogni azienda per essere operativa è tenuta ad ottenere una preventiva autorizzazione per le emissioni, il quadro normativo attuale prevede che ogni impianto che produca emissioni in atmosfera sia preventivamente autorizzato dagli enti preposti e rispetti i valori limite imposti.

 

NORMATIVA

Le principali norme di tutela dall’inquinamento atmosferico sono contenute nella parte V del Decreto Legislativo n. 152 del 3 aprile 2006 e s.m.i., nel quale vengono specificate le attività che sono escluse da ogni adempimento a proposito di emissioni in atmosfera e quelle che rientrano negli obblighi di legge.

 

La suddivisione delle fasce di emissione

Le attività soggette ad autorizzazione emissioni in atmosfera sono comunemente divise in fasce di emissione crescente:

•         FASCIA A – La fascia delle emissioni più basse, chiamate normalmente “emissioni scarsamente rilevanti” che si riferiscono all’art. 272 comma 1 del DLgs 152/2006 per attività come (ristoranti, bar con cucina, parrucchieri, meccanici…).

•         FASCIA B – La fascia un po’ più alta di emissioni, una volta dette “a ridotto inquinamento”, che si riferiscono all’art. 272 comma 2 (carrozzerie, falegnamerie, ecc.), rappresentano insieme alla fascia A le autorizzazioni più comuni richieste.

•         FASCIA C – La fascia di emissioni normali per cui si deve richiedere un’autorizzazione in procedura ordinaria (cioè l’utente chiede il permesso e l’amministrazione risponde con una autorizzazione formale).

•         FASCIA D – La fascia di emissioni presumibilmente ingenti, sono i casi più rari, relative a grandi industrie, in cui il titolo autorizzativo è l’AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) che non tratteremo in questo articolo vista la complessità dell’attività istruttoria.

Come individuare la propria fascia di emissione di appartenenza?

Se la tua attività rientra all’interno della tabella alla parte I dell’allegato IV alla parte V del D.Lgs. 152/2006 e s.m.i. sarai soggetto alla presentazione della sola dichiarazione in deroga per le emissioni scarsamente rilevanti (FASCIA A).

In questo schema vengono indicate le varie tipologie di attività che generano emissioni scarsamente rilevanti, alle quali viene attribuita una lettera di riferimento.

ATTIVITA’

LETTERA

Parrucchieri, acconciatori, 

estetisti, 

odontotecnici

B

Ristoranti, cucine, rosticcerie, friggitorie, tavole calde, bar con cucina, mense aziendali e scolastiche

E

Panifici, fornai, pasticcerie, doratura pane.

Pizzerie, laboratori pizzeria e pizzerie al taglio con uso di farina non superiore a 300 kg/giorno

F

Autolavaggi

L

Laboratori fotografici

J

 

CARATTERISTICHE GRUPPI ELETTROGENI

Gruppi elettrogeni a diesel sotto 1 MWt

BB

Gruppi elettrogeni a metano o biogas sotto 3 MWt

DD

 

Di seguito una tabella semplificata con le rispettive “lettere” relative alle attività più frequenti

ATTIVITA’

LETTERA

Carrozzerie con utilizzo di vernice non superiore a 20 kg/giorno

A

Produzione di mobili, oggetti, imballaggi, prodotti semifiniti in materiale a base di legno con utilizzo giornaliero massimo complessivo di materie prime non superiore a 2000 kg

E

Torrefazione di caffè ed altri prodotti tostati con produzione non superiore a 450 kg/giorno

I

Panifici, fornai, pasticcerie, e affini con uso di farina non superiore a 1500 kg/giorno

H

Trasformazioni lattiero-casearie con produzione giornaliera non superiore a 1000 kg

II

 

Impianti e attività soggetti alla dichiarazione non emissione fumi

1

Serigrafia con consumo di inchiostri e solventi fino a 0,5 kg/giorno

2

Lavorazione orafa con fusione e saldatura

3

Lavorazione metalli con saldatura non superiore a 5 ore settimanali

4

Tipografia e litografia senza fusione dei caratteri con consumo di inchiostri e solventi fino a 1 kg/giorno

5

Falegnameria con lavorazione del legno fino a 200 kg/giorno

6

Consumo di mastici e colle fino a 10 kg/giorno

Produzione di saponi e detergenti sintetici prodotti per l’igiene e la profumeria con utilizzo di materie prime fino a 20 kg/giorno

8

Produzione di prodotti in calcestruzzo e gesso con utilizzo di materie prime non superiori a 150 kg/giorno

9

Allestimento di materiale stampato

10

Attività di restauro di oggetti in legno

11

Manufatti in marmo

12

Lavorazione ceramica con cottura in forno elettrico

13

Lavorazioni meccaniche della plastica a freddo

14

Carrozzeria senza verniciatura

15

Microsaldatura non superiore a 5 ore settimanali

16

Rigenerazione di cartucce ink-jet come previsto dal Decreto Ministeriale 05/02/1998

 

Come ti possiamo aiutare?

ACME Sicurezza gestisce le pratiche di autorizzazione che servono alla tua attività commerciale e ti aiuta con il monitoraggio delle emissioni nell’atmosfera.